Volevo prendere una pillola

Volevo prendere una pillola. Stavo per rimandare ancora una volta …

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Stavo per rimandare ancora una volta la decisione, ma poi mi è arrivata una lettera e mi è stato chiaro che era davvero il momento di passare all’azione.

Nella lettera c’e questa storia di un grande samurai, un impavido e valoroso guerriero che si reca da Hakuin***, rispettato maestro zen.

Il samurai ha una precisa richiesta:

Esiste l’inferno? Esiste il paradiso? Se esistono, indicami dov’è la porta che conduce all’inferno e dov’è quella che conduce al Paradiso.

Le domande sono essenziali e la sua schiettezza ben riflette l’attitudine del samurai per il quale esistono il bianco e il nero, la vita e la morte e tra di loro solo una tenue linea di demarcazione. Da qui l’esigenza di chiarezza e se possibile di indicazioni precise.

Hakuin è un grande letterato e calligrafo, ma soprattutto è un Maestro di consapevolezza.

La sua risposta non è intellettuale. Essa vuole piuttosto creare una esperienza diretta nel suo interlocutore. Non vuole nutrire la mente, quanto piuttosto toccare il vero centro del suo essere.

Chi sei?” chiede Hakuin al samurai.

Sono il capo della guardia dell’imperatore. Ho combattuto numerose battaglie e la mia fama di grande guerriero è arrivata fin nei più remoti villaggi dell’impero.”

Tu un grande guerriero?” replica Hakuin con aria perplessa, “a me sembri piuttosto un mendicante!” e si mette a ridere.

A quel punto il samurai estrae la spada e sta per vibrare il fendente che avrebbe liquidato il maestro in un solo colpo, quando Hakuin lo guarda intensamente e senza esitazione gli dice: “Ecco, questa è la porta dell’Inferno. Con questa spada, con questa collera, con questa reazione dell’orgoglio ferito, si apre la porta dell’inferno”.

Il samurai capisce immediatamente e Il colpo si ferma a mezz’aria. Mantenendo il contatto con gli occhi del maestro, con grande calma ripone la spada nel fodero.

E questa è la porta del Paradiso” sono le parole di Hakuin che suggellano il bagliore di consapevolezza che ha illuminato il volto del samurai e che il maestro ha colto.

Inferno e Paradiso non esistono al termine della vita, ma sono la condizione quotidiana del nostro esistere.

Quando reagiamo, quando il nostro sentire e l’agire che ne consegue sono determinati dagli eventi esterni, quando la nostra felicità o infelicità dipendono da qualche causa esterna, allora siamo all’inferno.

Quando invece le nostre azioni sono il frutto di una risposta consapevole alle circostanze della vita, allora siamo in paradiso.

Reagire o rispondere.

Lasciare che la tua vita e le tue azioni siano determinate dagli automatismi frutto dei tuoi condizionamenti – quello è l’inferno

Se invece vivi e agisci con il sostegno della consapevolezza, in sintonia con la saggezza della tua Guida Interiore – quello è il paradiso.

Questa è la differenza tra reagire e rispondere, tra l’inferno e il paradiso.

A TE LA SCELTA!

A proposito, quella volta non ho rimandato.

Era la primavera del 1980. Ho sistemato le mie faccende, ho fatto il biglietto e dopo qualche settimana atterravo in India, per la prima volta.

Con rispetto,

 

 

 

***Hakuin è il maestro Zen creatore del koan “Qual è il suono di una mano sola che applaude?”

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