19* Tre Stati dell’Essere (5’25”)

Tre Stati dell’Essere

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Ci sono tre stati dell’essere.
Uno è il dolore. Molte persone, il 99% vive in questo stato: chiamalo inferno.
Poi il piacere, la felicità, la gioia, per quelle rare persone che rappresentano l’1% e vivono questo stato. Oppure per quelli che normalmente vivono nel primo stato del dolore e talvolta scorgono dei bagliori – rari bagliori di questo stato. Tutti sperano di arrivarci ma nessuno ci vive.
Tutti vivono all’inferno e sognano il paradiso, e questo sogno ti aiuta a vivere all’inferno. Questo sogno rende confortevole vivere all’inferno. E’ un sogno che funziona come un ammortizzatore, un paracolpi, così che il dolore non sia eccessivo. E’ un sogno che funziona come un tranquillante, ti aiuta a sopportare il dolore perché sai che domani ci sarà la felicità.
Puoi sperare. Il paradiso non è altro che una speranza, mentre la realtà è inferno.

Talvolta, molto raramente, in un momento di bellezza, amore, amicizia, uno ne ha un piccolo assaggio, ma è un assaggio molto momentaneo: viene e va e di nuovo scoppia l’inferno e ti ritrovi gettato di nuovo tra le fiamme infernali.
Questi sono i due stati normali della mente umana, ed entrambi continuano a cambiare, non sono mai definitivi
Il terzo stato è beatitudine. Il primo lo chiamo inferno, il secondo lo chiamo paradiso, mentre per il terzo in India esiste un nome speciale che non può essere tradotto, lo chiamiamo moksha, nirvana.
Nelle religioni occidentali ci sono solo i due stati di cui ho parlato. inferno e paradiso. Ed è per questo che dico che queste religioni, Cristianesimo, Giudaismo, Islam in un certo senso sono povere: mancano il punto supremo.

Esiste uno stato della tua coscienza nel quale il piacere scompare e scompare anche il dolore … dove non esiste nulla, nessuna eccitazione … non c’è il dolore e nemmeno il piacere … solo una semplice consapevolezza e una pace incredibile.
Questo stato lo chiamiamo beatitudine, anand, e questo è l’obiettivo.
Questo è il tuo destino e se non lo raggiungi, non hai raggiunto nulla. Puoi conquistare tutto il mondo, puoi possedere tutto ciò che vuoi, e non possiedi niente. resterai sempre in una specie di limbo, senza sapere mai bene dove sei e continuerai a essere inconsapevole del tuo essere.

Quindi, fai che sia uno sforzo consapevole. Devi lasciar andare il dolore e devi lasciar andare anche il piacere. Se cerchi il piacere non potrai mai liberarti del dolore: vanno assieme. Sono due facce della stessa medaglia. Se insegui il piacere resterai necessariamente nel dolore. Talvolta, raramente, avrai qualche bagliore di piacere ma poi verrai rigettato nel dolore.
Non inseguire il piacere perché crea solo dolore e nient’altro.
Non desiderare la felicità perché essa crea solo infelicità e nient’altro.
Non inseguire il successo perché esso porta solo fallimento e nient’altro.
Una volta che hai riconosciuto questo gioco – che il successo porta con sè il fallimento e il piacere porta con sè il dolore, allora comincia per te un viaggio completamente diverso. Adesso vuoi solo essere te stesso, non nel piacere e nemmeno nel dolore.

La meditazione è solo questo: uno sforzo di lasciar perdere sia il dolore che il piacere, di uscire dal conflitto e dalla dualità andando in profondità dentro se stessi … essere presenti senza alcun desiderio di nessun tipo.
E in quel momento di non-desiderio, accade l’esperienza suprema.

 

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