09* Una Beatitudine Sconosciuta (5’10”)

Una Beatitudine Sconosciuta

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La beatitudine è sempre assolutamente nuova: è eterna e al tempo stesso assolutamente nuova. É sempre fresca, non diventa mai vecchia: questa è la sua qualità intrinseca.

Con la mente ogni cosa diventa vecchia, sporca e marcisce.

Con la mente, ogni cosa diventa una memoria.

La beatitudine è qualcosa che va al di là della mente. Non fa parte del tempo e quando fermi il tempo tu entri nella beatitudine. Prima di questo momento non accade mai.

Arriva un momento di silenzio ed ecco che il tempo semplicemente si ferma… nulla si muove… l’orologio smette di funzionare.

 

Quando i pensieri si fermano, il tempo si ferma perché il funzionamento dei pensieri presuppone il tempo, è alla radice del tempo.

Quando sei senza pensieri nel tuo essere non c’è movimento: ogni cosa è ferma e in quel momento di quiete indisturbata sorge la beatitudine.

 

Ed è sempre fresca.

Sorgerà più volte, ancora ed ancora, ma non è mai una ripetizione.

Questa beatitudine non è mai la stessa, perché non può essere accumulata e non è possibile fare alcun confronto con il passato.

Questa beatitudine va e viene come un fulmine.

Arriva senza informarti… e se ne va senza alcun preavviso.

In nessun caso puoi essere colui che la manipola: arriva quando arriva e non c’è modo di farla accadere volontariamente, perché nel momento in cui cerchi di farla accadere, sei di nuovo nella mente manipolatrice.

 

Quando invece non stai cercando di farla accadere, all’improvviso la beatitudine arriva e all’improvviso ti ritrovi avvolto, circondato.

É un momento magico che non può essere determinato a comando … è un dono.

Ma quando arriva ti ritrovi a vivere in un essere completamente nuovo.

E quando se ne va non lascia traccia e quindi non potrai mai fare paragoni: quando tornerà di nuovo non potrai confrontarla con quella passata.

Non crea mai un passato e questa è la sua bellezza: non può essere catturata e memorizzata.

Quindi, quando torna, è ancora una volta qualcosa di nuovo … e di nuovo sei entusiasta. Non ti puoi mai annoiare: com’è possibile annoiarsi di qualcosa che non invecchia mai?

 

La felicità un giorno o l’altro diventa noiosa. All’inizio sembra una cosa fantastica, ma col passare del tempo diventa una cosa ripetitiva.

Ti innamori di un uomo, ma dopo qualche tempo il rapporto comincia a diventare una ripetizione e allora comincia a stancarti, diventa insipido, la polvere si accumula.

Cominci a sentirti imbrogliato… e cominci a sentirti in gabbia.

Man mano quel fascino e quella magia scompaiono e resta solo una routine, una ripetizione.

 

Tutta la felicità prima o poi è causa di infelicità.

Quindi, la beatitudine non è felicità: la felicità appartiene alla mente mentre la beatitudine è trascendente.

Semplicemente arriva e si impossessa di te e ti scombussola fino alle radici… ti fa danzare, una danza estatica e folle e poi scompare.

Di nuovo sei te stesso e non è rimasta alcuna traccia.

Non puoi desiderarla di nuovo perché se la desideri non arriverà mai.

Devi aspettare, arriva quando arriva.

E quindi devi imparare ad attendere, a essere paziente.

 

La meditazione è tutta qui: imparare ad aspettare, imparare a essere paziente, imparare ad aver fiducia così che quando arriverà troverà le tue porte aperte.

E quando non arriva, non c’è da preoccuparsi, puoi aspettare.

E arriva sempre quando la tua è davvero un’attesa paziente, senza alcuna aspettativa o pretesa.

Nel momento in cui arrivano impazienza e aspettativa, ecco che le porte si chiudono.

 

Ricorda questa qualità della beatitudine.

Arriverà, è molto vicina, a portata di mano … devi solo imparare a essere paziente.

 

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